Australia, quattro mesi e ventisette giorni dopo

Facciamo colazione con fiocchi d’avena e scaglie di cocco, a metà giornata ci concediamo uno spuntino con un Avo toast e alle 18.30 stiamo già sparecchiando la tavola dalla cena.

Ogni giorno corriamo su e giù da una collina, partendo dalla cima arriviamo fino al mare. La palestra è ormai un’utopia, ma riusciamo comunque a tenerci in forma.

Viviamo con una famiglia locale e ci guadagniamo la ‘pagnotta’ aiutandoli con i loro bimbi e facendo da mangiare.

Nessuno l’avrebbe mai immaginato, ma dal nostro arrivo in terra australiana di cose ne sono cambiate e in questo piccolo paesino sul mare abbiamo trovato la nostra ‘casa’.

Pensiamo sempre in grande, facciamo progetti, e se prima si trattava soprattutto di cibo oggi anche i viaggi occupano i nostri ‘cassetti’ -i famosi cassetti dei sogni-.

 

Tirare le somme, 4 mesi e 27 giorni dopo

Quattro mesi e ventisette giorni. Intensi, veloci ma lenti, diversi.

Quattro mesi in cui la mia vita è cambiata radicalmente e a volerlo sono stata proprio io. Quattro mesi fa sono salita su un aereo per volare fino all’altro capo del mondo, piena di dubbi e di paure. Mai avrei pensato di resistere tanto, di essere così ‘forte’.

Eh sì, perchè bisogna essere forti per resistere quattro mesi e 27 giorni senza il bidè!

Per non parlare del cibo, dell’acqua che non sa di cloro e di casa mia.

Ah sì, c’è anche la famiglia! Si fa per scherzare, ovviamente..

Alla fine dei conti si sopravvive, anzi, vi dirò che si sta anche piuttosto bene.

Arrivata al traguardo dei quattro mesi lontana da casa ho pensato di fare un bilancio. Di valutare i lati positivi e quelli negativi, gli importanti cambiamenti che ha seguito questo percorso.

E ho deciso di farlo con voi, voi che mi seguite e siete sempre più partecipi di questa esperienza. Aggiungiamo un altro pezzetto alla sezione australiana qui sul blog: Australia: un mondo oltre ai canguri.

 

Da ieri a oggi: cosa è cambiato?

Un po’ tutto a dire il vero.

Ci siamo trasferiti in un’altra città rispetto a quella di partenza, abbiamo viaggiato più del previsto e abbiamo stravolto i nostri piani.

Per almeno un mesetto abbiamo pensato di stabilirci qua, di costruire un futuro in Australia. A dirla tutta siamo partiti da casa con l’intento di studiarla e di porre le basi per il futuro, un passo per volta.

Perché?

Perché volevamo il meglio e sentivamo di non poterlo avere in Italia.

E allora via col primo tentativo: l’Australia.

Da ieri a oggi sono passati oltre quattro mesi e vi assicuro che di cose ne sono cambiate. Parecchie!

Le nostre abitudini alimentari si sono stravolte, ovviamente, ma abbiamo la fortuna di vivere in una famiglia ‘salutista’ perciò stiamo mangiano abbastanza bene.

Da mesi non addentiamo una crescentina o un pezzo di gnocco fritto, ma la pizza buona l’abbiamo trovata anche qui.

Il problema più grande sul fronte ‘alimentazione’ è stata ed è l’acqua che qui ha un sapore fortissimo.

Cloro? Ferro? Altri elementi? Non so dirvi cosa sia, so che qui l’acqua ha un sapore e quando ti sembra di buttare giù una scatola di chiodi bere diventa difficile.

Cibo a parte, negli ultimi mesi è cambiato molto anche sul fronte lavorativo. Per entrambi sono arrivate nuove collaborazioni dall’Italia, anche se siamo dall’altra parte del mondo, e al nostro ritorno ci sarà da rimboccarsi le maniche.

Oltre al grande interesse da casa, sul blog si è unito un nuovo gruppo di lettori proprio dall’Australia e questa è una notizia assolutamente positiva!

 

Aspettative VS Realtà

Ci risiamo.

Molti di voi ricorderanno che qualche settimana dopo il mio arrivo in Australia ho scritto un articolo sulle aspettative non realizzate qua. E anche uno su ciò che non mi aspettavo di trovare.

Così come uno sulle 9 cose che ho imparato circa gli australiani. Insomma, mi piace proprio tanto scrivere d’Australia!

Da lì a qua alcune idee sono rimaste invariate, altre hanno cambiato faccia.

Vogliamo parlare di cibo, tanto per cambiare??

Appena arrivata in Australia mi sono trovata alle prese con la spesa al supermercato, cosa che normalmente mi piace fare.

Fin da subito è emersa una cosa: in Australia ci sono prezzi folli!

Un cespo di insalata iceberg 3,80$ (=2,57€), una confezione di frutti di bosco da 100g 8$ (=5,40$), 500 g di pomodori ciliegino 8$. E potrei continuare con una lista infinita, ma preferisco saltare al caffè.

Un caffè (slavato, ovvero un espresso annacquato con tre tazze d’acqua) in tazza media 4,00$ (=2,70). E se per caso aveste voglia di cappuccino, a partire sempre dal solito caffè slavato, in tazza grande 4,20$.

Capite bene che qui chiunque diventerebbe Paperon de’ Paperoni!

Fin da subito mi sono chiesta come tutto ciò fosse possibile.

Ho erroneamente creduto che gli australiani fossero più capaci di noi nel valorizzare il cibo, i propri prodotti. Per mesi ho creduto che sapessero meglio di noi quanto lavoro e fatica c’è dietro un singolo pomodoro e che ne sovrastimassero il valore.

Questo finchè, parlando con un ragazzo che ci ha ospitato, è emerso che i miei pensieri erano fin troppo utopistici.

<<La verità è che gli australiani non riconoscono il valore di ciò che comprano, semplicemente sono troppo pigri per preoccuparsene. Vanno al supermercato, vedono qualsiasi prezzo e comprano senza farci troppo caso>>.

australia

Ah.

E la mia piccola teoria è crollata su sè stessa.

 

Parlando di viaggi e natura australiana, invece, mi sono ricreduta in meglio.

Nonostante fossi partita da casa con grandi aspettative e la convinzione di trovare animali tipici ovunque, nel giro di qualche giorno dal mio arrivo mi sono demoralizzata vedendo attorno a me solo cemento.

La realtà è che l’Australia, ‘quella selvaggia’ devi cercarla. Devi uscire dalle città, dalle province e dalle strade asfaltate. Devi salire su un camper e percorrere le strade peggiori, solo così potrai incontrare un canguro non in cattività o sentire il verso di un koala.

Noi abbiamo fatto questo e molto di più, siamo entrati in contatto con questa cultura e nei prossimi mesi avremo modo di scoprirne altri lati ancora. Abbiamo incontrato tanti celebri animali australiani, altri li abbiamo visti solo su un cartellone dallo sfondo giallo, ma c’è ancora tempo..

Se c’è una nota negativa in tutto questo, è che per vedere questi animali nei loro habitat e per osservare la meravigliosa natura australiana devi muoverti. E intendo muoverti parecchio.

Aerei, macchine, treni, camminate.. Tutto per raggiungere i posti giusti, goderti lo spettacolo per poco tempo e poi tornare indietro con la mente piena e le tasche vuote.

Sì, perchè viaggiare da e per l’Australia costa, ma anche viaggiare IN Australia è un bel salasso!

 

 

Tornerò?

E ora la risposta alla domanda che vi state chiedendo tutti.

Sì, tornerò..

Quando? Lo scoprirete presto, prometto!

Ci sono già parecchi progetti e idee che mi aspettano a Modena, oltre alla mia famiglia e a un tavolo imbandito di cibo.

Prima di lasciare l’Australia mi concederò un viaggio con la mia famiglia -l’unico modo per tornare è farmi venire a prendere- di cui vi renderemo partecipi.

Unitevi a noi su Instagram, Facebook, Youtube e Pinterest per non perdervi nulla 😉

Porterò con me tanti bei ricordi, alcuni materiali altri più astratti. Molti di questi finiranno su Magna e Tes, tra sito e social network, per condividere con voi la meravigliosa esperienza che ho potuto vivere qui.

Altri li conserverò gelosamente.

In conclusione a questo breve capitolo dei quattro mesi di vita in Australia, vi anticipo che sto lavorando a un video tutto australiano.

Una serie di miti da sfatare, come ho già fatto in forma scritta su Magna e Tes (10 aspettative sbagliate sull’Australia), ma stavolta più divertente e concreta.

Curiosi, eh?

Bene, allora rimanete sintonizzati qui su Magna e Tes e seguiteci sui social!

 

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