Barossa Valley: tra vigne e cantine ad Adelaide

Abbiamo già parlato di quanto sia caratteristica e interessante Adelaide, ricordate? Vi rinfresco subito la memoria: Cosa vedere in due giorni ad Adelaide

Oggi ci concentriamo sulla sua ‘provincia’, su una delle zone più affascinanti d’Australia, specie per un italiano con la passione per il vino: la Barossa Valley.

Vi do un piccolo assaggio di ciò che sto per raccontarvi.. 

 

Barossa Valley tra vigne e cantine

Il nostro viaggio ad Adelaide ha segnato la divisione netta tra i nostri due ‘periodi australiani’, ovvero quello da cittadini nella caotica Melbourne e quello nella tranquilla Avoca Beach, poco fuori Sydney. 

Stanchi del trambusto di Melbourne, nonostante comunque ce ne siamo innamorati, abbiamo deciso di spostarci e di provare un altro tipo di esperienza australiana, ma questa è un’altra storia.

Ciò che voglio raccontarvi è proprio la fase di transizione tra i due momenti, quel viaggio di tra giorni ad Adelaide in cui abbiamo completamente staccato la spina da tutto. 

Tre giorni intensi e carichi di profumi, colori, emozioni, che difficilmente scorderemo. 

Abbiamo apprezzato Adelaide, ma ci siamo innamorati soprattutto del suo entroterra, della sua ‘campagna’. 

Tra le tante regioni vitivinicole attorno alla città abbiamo scelta quella il cui nome ci ha ispirato maggiormente: la Barossa Valley, una zona di chiarissime influenze tedesche, ancora ben definite. 

Siamo stati fortunati, devo dirvelo. Nemmeno a farlo apposta siamo capitati qui in stagione di vendemmia.. e il gioco era fatto!

 

Ora vi racconterò di tre vigne con annesse cantine che abbiamo visitato nella Barossa Valley e di ciò che abbiamo portato a casa da questo viaggio, oltre al vino degustato 😉

 

Rockford Wines

Ogni tanto mi piace vincere facile perciò comincio dalla più bella!

Una cantina non convenzionale rispetto a ciò che abbiamo visto qui ma anche in Italia. Quella che definiremmo un’attività “vecchio stampo”. 

Ce ne siamo innamorati subito, non si poteva fare altrimenti. 

Tutta costruita in legno e pietra, con le ragnatele a coprire botti e bottiglie.

Con il contadino che, con la forca, scarica l’uva appena colta e la ripone subito all’inizio della catena produttiva. 

E proprio lì, davanti a te, ci sono i tini in legno, le cinghie logore che però svolgono ancora bene il loro lavoro. 

Poi, poco più in là, il camion con le vinacce che, se fossimo a casa, sarebbero perfette per la grappa. 

E’ vero, se fossimo in Italia tutto ciò non sarebbe possibile. Troppi rischi, troppe fonti di contaminazione, troppi materiali ormai proibiti. 

Eppure io lo trovo meraviglioso e vorrei ci fossero più cantine di questo genere in Italia. Al di là della bellezza, della poesia che trasuda questo luogo, vorrei poteste annusare il profumo di quelle stesse vinacce.

Un profumo ‘di cantina’, di botte, di fermentazione agli inizi. 

Questa cantina è un ritorno alle origini rispetto a ciò a cui siamo abituati, a ciò che abbiamo visto nella Yarra Valley a Melbourne. Ricordate? 

Una giornata enogastronomica nella Yarra Valley

Alla Rockford abbiamo assaggiato due tra i vini più interessanti di tutta la regione, entrambi Shiraz, tipico di questa zona a influenza tedesca. 

Il primo, un Basket Shiraz, più classico, con tannini non troppo accentuati e un buon profumo di frutti rossi. Il secondo, però, è stata la vera scoperta.. E chi lo sapeva che anche in Australia producono Lambrusco!!

E’ stato un piacere assaggiare lo Sparkling Shiraz in quanto ci ha ricordato moltissimo il nostro vino emiliano e ci è risultato molto più ‘bevereccio’ di tutti gli altri assaggiati fino a quel momento. 

barossa valley

Per essere stata l’ultima visita della giornata, quella alla Rockford Wines, è stata la più piacevole e vi consiglio vivamente di includerla nei vostri itinerari. 

 

Maggie’s Beer Farm

Questo posto è molto interessante dal punto di vista gastronomico oltre che enologico e poi, diciamolo, è una meraviglia!

Circondata da alberi da frutto e immersa in un’oasi naturale verdissima, la Maggie’s Farm Shop è un luogo incantato, specie se siete amanti di cibo e vino come me. 

L’ambiente è uno dei più accoglienti visti in Australia, con uno stile rustico e una incredibile ‘aria di casa’. Entrando potete farvi coccolare in svariati modi: ordinando un dolcetto e una tazza di caffè al bar, assaggiando tutte le composte della bottega e decidendo quale acquistare, o farvi guidare in un’interessante degustazione di vino. 

Devo dirlo? Noi abbiamo optato per tutte e tre le opzioni!

Io, poi, ho avuto gli occhi a cuoricino fin dal primo istante e per i quattro giorni a seguire. Non solo ho trovato spettacolare il luogo, lo stile e le persone con cui ci siamo interfacciati, ma l’idea in sè è la proiezione della mia vita tra quarant’anni!

La Maggie’s Farm, di fatto, è un’idea di Maggie Beer, cuoca e autrice di Sydney. Questa dolce signora ha scritto parecchi libri di cucina che, se non avessi avuto il vincolo del peso in valigia, ora sarebbero tutti sulla mia mensola ed è volto di parecchi programmi di cucina. 

La Martha Stewart australiana insomma! Il mio ideale di donna insomma!

In questa bottega, la signora Beer, vende composte e salse di vario genere, diverse tipologie di vino, i suoi libri di cucina e piatti tratti da essi. 

Ve lo dico, se passate dalla Barossa Valley non potete non fare tappa alla Maggie’s Beer.

E poi c’è anche uno stagno con le tartarughe!!

 

Seppeltsfield Wines

Sicuramente la più ‘professionale’ e moderna di tutte, circondata da ettari ed ettari di vigne meravigliose, da ranch e animali.

Qui abbiamo assaggiato un ottimo Shiraz, rotondo e davvero profumato. Anche solo guardando gli archetti sul bicchiere vi accorgerete della sua corposità. 

Inoltre, ci siamo fatti incuriosire da un’etichetta a noi famigliare..

Un vino che, per essere australiano (diversissimo dagli italiani), è interessante ma non ha nulla a che vedere con le nostre etichette sarde, liguri o toscane. 

Al di là del vino, ciò che ci ha colpito è stato l’ambiente curato nei minimi dettagli. Fin dall’entrata ci si rende conto del valore storico della Seppeltsfield Wines, una tra le più antiche della zona (datata 1850). 

Davanti all’ingresso, in certi momenti della giornata, è possibile vedere l’arrotino all’opera nella sua bottega. Non è incredibile??

All’interno dello stabilimento i colori sono essenziali e vige un gran ordine.

Accanto all’esposizione vini, molto curata, c’è il ristorante Fino da cui proviene sempre un profumo incredibile. 

A noi, nonostante la pioggia e il poco tempo a disposizione, questa cantina è piaciuta tantissimo perciò vi consigliamo di includerla nei vostri piani. 

 

Pensfold Wines 

Vi avverto fin da subito, qua non abbiamo nè visto ne degustato vino..

Cosa avremo mai fatto allora?!

Abbiamo degustato caffè, un fuori programma piacevolissimo! Siamo venuti qui di buon’ora, per la nostra prima tappa nella Barossa Valley ma abbiamo trovato le porte della Cantina chiuse e per via della pioggia scrosciante ci siamo rifugiati nel ‘bar’ Coffee Bean Addiction

Ci siamo fatti incuriosire fin da subito dal profumo intenso e tostato che proveniva dalla porta di ingresso, una volta entrati abbiamo trovato il nostro paradiso. 

Dovete sapere che Federico consuma litri di caffè ogni giorno, mentre io amo l’aroma e tutto ciò che riguarda suo mondo. 

In Australia, poi, ci siamo interessati tanto alla produzione piuttosto che alla degustazione di caffè e questo piccolo angolo ha inevitabilmente attirato la nostra attenzione. 

Se siete amanti del caffè, quindi, vi consiglio di passare per la Penfolds, mentre per quel che riguarda il vino non so dirvi molto.

 

Ora so che vorreste vi raccontassi tutte le aziende e cantine della Barossa Valley ma, ahimè, ho avuto tempo per visitarne solo alcune. Tornerò per provare quelle rimaste, promesso!

Sappiate, però, che sono ben 150 perciò mi servirà tempo. Intanto potete documentarvi sul sito ufficiale del Turismo Australiano, Barossa Valley Australia, e scrivermi per qualsiasi curiosità/richiesta. 

Ecco dove potete trovarmi: [email protected]

 

Se sei finito qua sul mio blog c’è sicuramente un buon motivo 😀

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