Western Australia on-the-road: Coral Bay e il Ningaloo Reef

Categories Australia, Persone e storie, Straya, Viaggi e gite

Capitolo quattro: Coral Bay

Ancora una volta a darci il buongiorno è un cielo sfumato tra rosa e arancione. Stavolta, però, è un’alba nuvolosa, ma lo spettacolo è più che mai sensazionale.

Lasciamo la nostra ‘base’ a Carnarvon per dirigerci a Coral Bay, casa del famoso Ningaloo Reef, un giardino corallino patrimonio UNESCO.

Tanto per cambiare ci aspettano 260 km da percorrere e la guida oggi tocca a me e Federico. Con un’alba così, però, è un piacere!

Così come ieri ci divertiamo a osservare i cambiamenti di paesaggio di chilometro in chilometro. Oggi, addirittura, attraversiamo una zona piena di termitai e non possiamo proprio non fermarci.

Ci avviciniamo per scattare qualche foto e ci accorgiamo di un fatto davvero eclatante:  questi termitai sono alti come Federico, oltre un metro e 90..

Migliaia e migliaia di piccole termiti hanno costruito un Federico di terra!

Poco più in là, poi, scopriamo piacevolmente di trovarci sul parallelo di inizio del Tropico del Capricorno. E cosa fai, non ti fermi a fare una foto??

Ripartiamo, sarà la volta buona che arriviamo a destinazione?

Certo che no, c’è la pausa caffè!

Ci imbattiamo in una piccola stazione di servizio in cui si promettono caffè gratis per i guidatori. Io rimango ad ascoltare pappagalli e corvi gracchiare, mentre gli altri si fiondano all’interno in cerca di caffè.

Dopo qualche minuto escono tutti contenti con i loro bicchieri di caffè, marcati addirittura Segafredo. Quant’era che non vedevo questa marca!

Solo il logo mi fa ben sperare e, in effetti, il caffè non è male. E’ aromatico, corposo e bilanciato, non come quello a cui sono abituata qui, sempre troppo tostato e acquoso.

<<Hanno una miscela peruviana>> dice Federico poco prima di confessare di averci comunque aggiunto quattro cucchiai di zucchero.

Saliamo in camper e avviamo il motore, è ora di muoversi.

A Coral Bay ci accolgono una serie di insegne e cartelloni che fanno ben sperare su cosa vedremo sott’acqua, così ci sbrighiamo a parcheggiare e a prepararci.

Noleggiamo il necessario per la nostra uscita di snorkeling e di tutta fretta indossiamo le mute.

<<A me sembra un po’ larga. Guardate quanto spazio ho sulla pancia!>>.

<<Ohh ma come faccio a togliermela poi??>>. <<Mannaggia se sono pesanti>>.

Tra dubbi e lamenti riusciamo a infilarci mute, maschere e pinne. Siamo quasi pronti per tuffarci nell’oceano quando due ragazzini, circa sui dieci anni, ci guardano ed esordiscono con un <<avete le mute al contrario!!>>.

Ah.

Imbarazzo generale tra noi e altri due turisti accanto a noi che hanno avuto lo stesso problema.

Va bene così dai, andiamo!

E con le nostre mute a rovescio cominciamo l’avventura sott’acqua.

La prima impressione è grande stupore e meraviglia per qualcosa di a sé stante rispetto alla barriera corallina. Questo è un enorme giardino di coralli e c’è tanto da vedere.

-Per vedere tutto questo coi vostri occhi dovrete aspettare il video e vi prometto che arriverà molto presto 😉 –

I colori dei coralli non saranno sgargianti, ma le forme sono sensazionali e i pesci che li popolano anche. La definizione giardino di coralli è più che mai azzeccata, in quanto sembra di essere circondati da migliaia di rose.

Ci lasciamo trasportare dalla corrente fino all’altro lato della baia, sembra quasi di essere cullati. Vorremmo restare in acqua ore e ore ma la temperatura è insostenibile nonostante le mute.

Salutiamo pesci e coralli per ritornare a riva, sperando di scaldarci il più in fretta possibile, anche se il cielo è nuvoloso. Dieci minuti sdraiati al sole come lucertole e siamo pronti per preparare il pranzo.

Dopo tante ore di guida possiamo finalmente concederci un po’ di relax a Coral Bay, ma non troppo che poi bisogna tornare alla base.

Decidiamo di percorrere un’altra tratta, meno battuta. Passiamo attraverso zone deserte e altre rigogliose, tappezzate di piantagioni di frutta. E’ interessante guardarsi intorno, cercare di capire qualcosa su questo lato dell’Australia.

Basta poco per renderci conto dell’importanza di Carnarvon nell’import/export di frutta oggi e in passato.

Risulta ancora più evidente quando arriviamo al Long Mile Jetty,  un pontile in legno lungo un miglio che collega terra ferma e oceano. Un tempo le navi caricavano e scaricavano sul pontile e un trenino si occupava di veicolare le merci tra loro e lo stabilimento a riva, percorrendolo avanti e indietro.

Questo pontile ci piace già di suo, figuriamoci se un tramonto infuocato ci sorprende!

Il primo vero tramonto che riusciamo a vedere sul mare, di una bellezza unica. Sono sicura che una foto parlerà più di tante parole perciò eccola qua.

E anche per oggi si è concluso il nostro viaggio e mentre tutti dormono io riempio pagine con questi pensieri.

Farà male tutto questo pensare??

 

coral bay

A questo quarto capitolo in forma di diario di viaggio ne seguiranno altri due. Alla fine di questo viaggio assieme, poi, pubblicheremo una guida per godersi il meglio di questa parte d’Australia.

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