9 cose che ho imparato sugli australiani

Sono passati due mesi e 15 giorni da quando ho messo piede in Australia per la prima volta. Due intensi e produttivi mesi, ancora pochi per capire l’Australia e i suoi abitanti ma abbastanza per conoscerli. 

Tra una cosa e l’altra sono entrata a contatto con gli australiani, quelli delle vecchie generazioni, più ‘british’ e quelli moderni, più internazionali. Li ho studiati, da lontano e da vicino, poi mi sono messa a scrivere.

Nelle prossime righe leggerete i risultati di questa mia “ricerca” o meglio “studio” sugli australiani. 

Ho scoperto tanto di più rispetto all’immaginario collettivo e ho ancora tanto da capire. Intanto, però, fatevi due risate con me che gli australiani sono dei bei soggetti!

 

9 cose che ho imparato sugli australiani

1. Sono in parte inglesi, in parte francesi, in parte italiani

In questo caso non mi riferisco alle minoranze sociali o alle caratteristiche evolutive della popolazione, bensì al comportamento medio.

In ogni australiano puoi trovare una parte inglese, la più ovvia considerando la discendenza, ma non solo. La parte “british” è la più evidente, la noti dall’esterno per la pelle chiara, la conformazione fisica, il modo di vestirsi; si palesa anche nella sua forma implicita, attraverso comportamenti, gusti e abitudini propri delle popolazioni inglesi. 

Fish and chips a tutte le ore, vestiti multi-fantasia e accento sono le prove più evidenti, ma non le uniche.

In ogni australiano trovi anche la parte francese, quella più orgogliosa e saccente di chi è fiero delle proprie origini, della propria terra, anche se c’è di meglio! Lo so, in parte è un atteggiamento ‘british’, ma in Australia si vede anche quella tipica supponenza dei francesi. Come? Quando ti parlano dei loro prodotti, vino o formaggio, come fossero i migliori. E non lo sono..

Infine, riconosci la tua Italia, nel bene o nel male, in ogni australiano. Gli piace cucinare ed è convinto di saperlo fare, adora mangiare da mattina a sera. Cerca di raggirarti, di pagarti in nero o di chiederti uno sconto e tu non sai se ridere o meno. Insomma, l’italiano qui ha fatto scuola. Parecchia!

 

2. Mangiano a tutte le ore del giorno

Ovviamente da città a città le cose cambiano, abitudini e ritmo della vita influiscono molto sulle abitudini alimentari.

A Melbourne, vi dirò, non ho visto solo australiani in forma. Ho visto gente mangiare a qualsiasi ora del giorno, cenare alle tre di pomeriggio con piatti piuttosto corposi o pranzare alle 11.

Una delle categorie di persone che ho osservato più volentieri sono gli operai dei cantieri. Qui iniziano a lavorare alle 7, con la tipica flemma “aussie”, alle 10.30 si concedono una colazione abbondante -anche se forse hanno già mangiato a casa-, riprendono a lavorare alle 11 poi staccano per il pranzo alle 12. Di nuovo al lavoro per le 13, tempo due orette e finiscono il turno. A quel punto è ora di (?). Pranzare ancora? Cenare? Fare merenda con fish&chips più piatto di spaghetti?

Fortuna che non li ho seguiti a casa, altrimenti sarei rimasta scioccata per tutti gli altri pasti fatti fino a fine giornata.

In generale, come in tanti altri paesi, qui non hanno i nostri orari per i pasti, ma non hanno neanche una chiara idea su come definirli. Ogni ora è buona per mangiare, non esistono spuntini o pasti o almeno così sembra.

Quindi sì, gli australiani mangiano tanto ma fanno anche tanto sport, il che gli permette di abbuffarsi quanto vogliono!

 

3. Non sono tutti surfisti grandiosi

Anzi, molti di loro non sono neanche capaci di surfare o non hanno mai provato. Certo, se nasci in Goldcoast tra Brisbane e Sidney è molto probabile tu abbia la tavola da surf sempre sotto l’ascella, ma quando vivi a Melbourne le prime onde buone puoi trovarle solo a 3 ore di macchina e quindi opti per altri sport.

Non sono tutti surfisti ma sono quasi tutti sportivi. Chi pedala, chi spende ore in palestra, chi rema sulle acque di fiumi e laghi, chi frequenta gli innumerevoli corsi di yoga, crossfit o la ginnastica al parco. Infine, chi corre e si potrebbe aprire un capitolo infinito.

Specialmente a Melbourne, dove di spazio per correre ce n’è a bizzeffe, questo è uno sport molto apprezzato e praticato!

 

4. Lavorano il meno possibile e con molta calma

Di base lo schema lavorativo degli australiani è 9-17, lunedì-venerdì. Il più delle volte non fanno pausa pranzo per uscire anche prima, oppure consumano un tramezzino al volo sulla scrivania.

Quando non sono occupati a spostare le briciole dai documenti sanno essere produttivi, ma come uno dei loro animali simbolo -koala- tendono al risparmio energetico.

Intendiamoci, sono produttivi eh, però il correre da una parte all’altra e fare straordinari per finire un progetto non fa parte dello stile aussie.

Questo rende indispensabile sbrigare ogni faccenda burocratica durante la settimana, entro le 5 di pomeriggio, altrimenti toccherà aspettare la settimana successiva.

Di recente ho addirittura letto che gli australiani stanno chiedendo a gran voce la settimana lavorativa di 4 giorni. Commentate voi??

 

5. Bevono e bevono tanto

La matrice britannica c’è ed è piuttosto forte. Il colore della pelle, le abitudini alimentari e quella innata predisposizione a bere come spugne.

Durante la settimana sono bestioline tranquille, fanno la spola tra lavoro e casa concedendosi di tanto in tanto una birra dopo le 17. E’ nei weekend che si scatenano!

Allo scoccare delle 17 del venerdì fino al pomeriggio della domenica buttano giù tutto quello che possono: drink di ogni genere, vino di pessima qualità, cocktail e birra, tanta birra.

Verso metà giornata, la domenica, si danno un contegno e chiudono la roulette alcolica. In questo modo avranno tutta la serata per tentare di smaltire la piomba. Sono onesti, dai.

Per quello che riguarda la qualità dell’alcol che bevono ci sarebbe un capitolo da scrivere, ma facciamola semplice. Oltre ad amare la birra, gli australiani apprezzano il vino ma non aspettatevi che ne capiscano qualcosa.australiani

I vini australiani assaggiati finora sono stati alquanto deludenti, devo ammetterlo. Forse sono partita con tante aspettative e sicuramente devo assaggiarne ancora prima di sentenziare.

Birra e vino a parte, una tra le bevande alcoliche da cui questo popolo dipende si chiama PIMM’s e non so dirvi i suoi ingredienti, a parte l’alcol. Tanto.

 

6. Non amano i dress-code

Ciabatte col vestito? Scarpe da ginnastica con gonna lunga e camicetta? Piedi scalzi con la tuta? Perchè no!

In Australia non devi sorprenderti se davanti allo scaffale delle conserve, al supermercato, quello accanto a te non ha le scarpe. E non devi nemmeno stupirti se cinque minuti dopo lo vedi camminare a piedi scalzi sull’asfalto.

Vogliamo parlare della signora anziana con tanto di gonnella e camicetta elegante, con su un paio di scarpe da corsa? Oh, tranquilli, tutto a posto!

L’australiano non si fa problemi sui vestiti, la sua giornata lavorativa 9-17 è già fin troppo stressante per sprecare mezz’ora davanti al guardaroba. No??

L’unico motivo per cui le grandi città non pullulano di uomini in braghette e ciabatte è che almeno per certi lavori è richiesto un dress-code (=come rendere la vita semplice a un australiano dicendogli di vestirsi con giacca e cravatta).

Il bello di tutto questo è che puoi tranquillamente uscire di casa con 8 colori addosso, nessuno ti guarderà o si preoccuperà del tuo outfit 😉

P.S.: però non capirò mai come facciano gli australiani a camminare in città con le ciabatte. Ho provato l’esperienza andando a fare la spesa e mi sono pentita amaramente, ho comperato un paio di scarpe al supermercato per il ritorno.

 

7. Non sono maniaci della pulizia e dell’ecologia

E io che credevo solo in Italia la raccolta differenziata fosse una parola sconosciuta.

Ok, diamo a Cesare quel che è di Cesare. L’Australia è piuttosto attiva in quando a riciclaggio ed ecologia. O almeno gli australiani ci provano e hanno molto piacere a renderlo pubblico e ben chiaro a tutti.

Che poi ci riescano è un altro discorso. Negli ultimi decenni hanno fatto passi da gigante e si sono piazzati bene nelle varie classifiche mondiali, ma la volontà non è sufficiente a coprire il problema di fondo.

Il più grande problema in Australia è che gli australiani non sono incentivati a riciclare, non ne sono capaci a dirla tutta. Hanno discariche efficienti che separano e riciclano il possibile, perciò non si preoccupano di farlo a casa.

I palazzi hanno due semplici bidoni: riciclabile e “spazzatura” che non si capisce se sia indifferenziata o umido. In giro per le città non ci sono raccoglitori per le pile usate e sulle bottiglie d’acqua si assicura il rimborso di 10c quando riportate al supermercato, anche se questa pratica è stata sospesa da tempo. Un ministro ha detto pubblicamente che le misure adottate per il riciclaggio erano già abbastanza, che non serviva altro.

In questo, mi tocca ammetterlo, gli australiani sono anche più indietro di noi..

 

8. Risparmiano energie anche mentre parlano

Lo slang australiano è famoso in tutto il mondo e molto probabilmente ne avrete già sentito parlare. Noi eravamo ben consapevoli di ciò a cui andavamo incontro, perciò abbiamo scaricato un’apposita applicazione per entrare nell’ ‘Aussie lingo‘ e non farci cogliere impreparati.

Ogni sera imparavamo 6-7 termini ‘aussie’, ovvero termini inglesi australianizzati. Ne scrivo alcuni qui di seguito, ancor prima di spiegarvi in cosa consista lo slang australiano.

-Mc Donald’s: Macca’s;

-breakfast: brekky;

-chocolate cookie: chokky bikky;

-dinner: dinna;

-alcohol: grog;

-service station: servo.

Avete capito, no? Gli australiani abbreviano, storpiano e accorciano qualsiasi parola. Risparmiano tempo e aria, ma lasciano ben poco spazio all’interpretazione.

Per quanto ci fossimo preparati, ci è voluto un po’ prima che riuscissimo a capire un’intera conversazione telefonica con persone australiane. Parlano veloce e mangiano tutte le parole che possono!

 

9. Non evitano l’inquinamento acustico, anzi, lo amano

Un motociclista accelera rumorosamente e velocemente col semaforo verde. Una macchina si esibisce in una sonora derapata prima di uscire dal parcheggio. Un caccia militare danza a bassa quota, tra un palazzo e l’altro, per ricordare ai cittadini che a km di distanza la Formula 1 sta iniziando. Un automobilista suona il clacson in un sottopassaggio e anche se sembra non esserci un motivo, c’è: in Australia c’è sempre un buon motivo per suonare il clacson. La metro scorre sulle rotaie arrugginite e segnala il suo passaggio con un campanello. Due amici si chiamano da parti opposte della strada, non curanti di averti appena urlato nell’orecchio. I vicini di appartamento sbattono ripetutamente la porta e corrono verso l’ascensore urlando, alle 7 di mattina. L’inquilina del piano di sopra corre coi tacchi sulla tua testa prima di uscire, in piena notte.

Ecco una normale giornata a Melbourne. Una città caotica e affollata di certo non è il miglior posto per le orecchie, ma tutto questo può succedere ovunque.

Gli australiani non hanno, o non sembrano avere, forti norme a tutela dell’ambiente sonoro e della tranquillità dei cittadini. Nessuno vieta a motociclisti o automobilisti o, peggio, camionisti, di accelerare improvvisamente o anche a poca distanza da un semaforo rosso. Così come non vieta loro di modificare le marmitte e renderle molto più chiassose.

Nessuno vieta a un caccia di volare poco sopra i palazzi per evitare di disturbare e spaventare gli abitanti, non se per gli australiani è motivo di intrattenimento.

Per un turista le città australiane sono davvero chiassose, ma per gli australiani nessuna tra le cose citate risulterà troppo rumorosa, quindi perché preoccuparsi?

E voi siete mai stati in Australia o avete conosciuto un australiano? Come vi è sembrato? Anche le vostre aspettative si sono rivelate sbagliate? Le mie sì, vi spiego perchè: 10 aspettative sbagliate sull’Australia: Melbourne. Eppure, questo paese mi ha anche sorpreso, ecco 10 cose inaspettate su Melbourne.

Per saperne di più sulla mia esperienza qui puoi consultare la pagina Australia: un mondo oltre ai canguri, oppure iscriverti alla Newsletter qui: Iscriviti alla Newsletter!

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