Consigli per essere zero waste in bagno

Consigli per essere zero waste in bagno

Negli ultimi mesi abbiamo parlato molto di ambiente e sostenibilità, specialmente sul mio profilo Instagram.  Vedere che il mio modo di vivere e i consigli che ho iniziato a condividere hanno riscosso successo mi ha fatto molto piacere, in più mi ha spronato a concretizzare le “chiacchiere” da Stories in articoli con alternative ecologiche per i prodotti di tutti i giorni. Inauguro oggi la rubrica #vivosenzasprechi (cugina del progetto @zerowaste) partendo dai consigli per essere zero waste in bagno!

 

Prima, però, una premessa..

Nel caso vogliate approcciarvi al mondo dello zero waste ricordate di NON produrre scarti nel tentativo di non produrre scarti.. = non buttate via cose a caso solo per sostituirle con alternative ecofriendly, ma portatele a “fine vita” (es. finite uno shampoo, aspettate si rompa un pettine..) e poi cambiatele. 

L’essere zero waste in bagno riguarda sì i prodotti ma anche gli ambienti e, ancor di più, l’atteggiamento; va da sè che i miei consigli sono una base di partenza che, uniti a scelte eco sostenibili per gli arredi e a comportamenti più consapevoli, possono portare molti vantaggi. 

Per esempio, è buona norma:
  1. Spegnere l’acqua mentre ci spazzoliamo i denti, specie se lo facciamo con cura seguendo le indicazioni del dentista (tot. minuti, ecc..). 
  2. In caso di perdite dei rubinetti aggiustiamole il prima possibile e, nel frattempo, posizioniamo un contenitore sotto al gocciolamento.
  3. Facciamo docce brevi e bagni una volta ogni tanto: sì alla doccia ma BREVE (un trucco? Far partire una playlist di due canzoni quando si entra in doccia, finita la seconda saranno passati 8-10 minuti e sarà pertanto ora di uscire ;)). Consideriamo il bagno un “regalo”, una coccola da fare solo ogni tanto. 
  4. Non scarichiamo l’acqua del water per ogni minima cosa (es. un pezzettino di carta o PEGGIO un capello!). Limitiamo le “tirate di sciacquone” allo stretto necessario.
  5. Occhio agli sprechi di carta! Perché va bene stare attenti all’acqua, alla plastica, ma alla carta chi ci pensa?! Bastano pochi strappi, magari di carta ecologica o riciclata.
  6. Fin qui tutto ok, ma poi le pulizie come le facciamo? Mica con prodotti chimici e tossici?! Esistono tante alternative ecologiche in commercio, oltre a mille ricette per prodotti DIY (do it yourself=falli tu) che puliscono benissimo. Un esempio? Aceto di vino diluito in acqua oppure succo di limone, puliscono che è un piacere! 

 

Essere zero waste in bagno: le alternative ecosostenibili per.. 

Igiene orale

Questo capitolo sarà uno dei pochi in cui “farò nomi”, voglio che l’articolo in sè rimanga neutro e sia attuale in qualsiasi momento.

Per la quantità di prodotti di cui parlerò che potete trovare, oltre che per la qualità che ho toccato con mano in mesi di utilizzo (N.B.: NON è un ADV, nessuno mi paga per dirvi queste cose), vi consiglio The Humble CO, azienda svedese che si occupa di prodotti per l’igiene dentale buoni per l’uomo e per l’ambiente

  1. Spazzolino da denti in bamboo

Consigli per essere zero waste in bagno

Nella top ten dei rifiuti di plastica più comuni sulle nostre spiagge sbucano gli spazzolini da denti e i cotton fioc! Facciamo due calcoli: uno spazzolino al mese (circa) per 12 mesi, per una famiglia di 4 persone, moltiplicati per il numero di famiglie di un solo complesso abitativo.. beh, non sono numeretti! Specialmente perché gli spazzolini in uso oggi non sono biodegradabili, anzi.

Allora perché non optare per spazzolini in bamboo completamente biodegradabili (anche le setole, guardateci bene, mi raccomando!)? Sono ugualmente igienici e visivamente molto più carini 😉

Li trovate su internet ma anche in alcuni supermercati/negozi di settore. 

N.B.: questo è stato il mio primo “swap” (cambio) per provare a essere zero waste in bagno!

 

2. Dentifricio solido, in polvere o pasta
Consigli per essere zero waste in bagno

Prima di scrivere questo articolo ho provato diverse tipologie di dentifricio per capire come fossero e, soprattutto, quale funzionasse meglio per me. 

In commercio potete trovare essenzialmente tre tipi di dentifricio ecofriendly: solido -sotto forma di pastiglie, barrette-, pasta -il classico con tubetto- e polvere -da mischiare con acqua e spatolare sullo spazzolino-.

Il mio preferito rimane sempre il tubetto di pasta dentifricia, ma da ormai un anno opto per una soluzione più ecologica dei classici da supermercato. 

E’ realizzato con ingredienti naturali, prodotti in modo sostenibile, ed è confezionato in un tubetto di plastica riciclata, la cui produzione ha lasciato una bassa impronta ecologica. Insomma, sempre tubetto ma fatto come si deve! Basta cercare e scoprirete di non dovervi adattare a cose astruse, solo di dover guardare un po’ più in là e scegliere con consapevolezza 😉

 

3. Filo interdentale vegetale e colluttorio naturale..

Per l’igiene orale generica esistono tantissimi prodotti ecofriendly, a partire dal filo interdentale a base di amido e derivati vegetali totalmente biodegradabile. Mi raccomando, scegliete con attenzione: ok il prodotto, ma il packaging?! Assicuratevi sia ecologico e sostenibile, preferibilmente in carta riciclata (vedi sopra) o vetro. 

E il colluttorio? La maggior parte di quelli in commercio è composta prevalentemente da alcool che esalta il sapore e può irritare le gengive. Da mesi io opto per una soluzione fatta in casa, buona e totalmente zero waste. 

Ricetta DIY per colluttorio

Un bicchiere d’acqua distillata oppure bollita poco prima

1 cucchiaio di olio di cocco (Effetto antibatterico)

Qualche goccia di olio essenziale (es. menta piperita, eucalipto, lavanda, limone..) 

Qualche goccia di Propoli (effetto lenitivo) oppure un cucchiaino di bicarbonato (effetto sbiancante)

 

Il mio consiglio è di preparare solo la quantità necessaria di colluttorio semplicemente miscelando tutto in un bicchiere; in questo modo non avrete problemi di conservazione. Oppure fatene una quantità sufficiente per tutta la settimana e conservate in frigo dentro a una bottiglia di vetro. 

 

Capelli

Prima di parlare di alternative per essere zero waste in bagno quando si tratta di doccia e capelli, ci tengo a fare due premesse. Prima di tutto dobbiamo essere consapevoli che ognuno di noi ha capelli e cute diversi, motivo per cui la soluzione che funziona per me potrebbe non essere ideale per voi e viceversa. 

Altra premessa che, in realtà, è solo una precisazione: I CAPELLI NON SI BUTTANO NEL LAVANDINO O NEL WC. I nostri capelli, come i peli, sono costituiti da fibre molto forti che li rendono poco biodegradabili nel breve termine: si decompongono ma serve tempo! Perciò non buttiamoli nel wc, nè facciamoli scivolare nello scarico della doccia, i capelli vanno raccolti e buttati nell’indifferenziata. Fatelo e risparmierete soldi dell’idraulico a fine anno!

  1. Saponi solidi, shampoo bars

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L’alternativa ecologica migliore che ci sia per i capelli ma anche per il corpo! Ne esistono tremila varietà, artigianali o meno (io vi consiglio i primi), più o meno profumati. 

Nello scegliere un sapone o una shampoo bar non si va mai a caso perché subentra un fattore molto importante: il pH! Fatevi consigliare dai produttori, provate più varietà e leggete le indicazioni poiché possono fare la differenza. 

Inoltre siate consapevoli del fatto che lo “switch” (passaggio) tra shampoo industriale (i classici flaconi da supermercato) e barretta artigianale può essere traumatico, SE non si è preparati. Coi primi i nostri capelli si coprono di una “patina grassa” che li fa sembrare morbidissimi e super districati, in realtà li appesantisce e basta; i secondi sono meno aggressivi ma più efficaci, per vedere i risultati dovrete però andare oltre i due-tre lavaggi, dando tempo ai vostri capelli di riabituarsi alla “naturalezza”. Una volta affrontato il passaggio non tornerete più indietro! 

Lo shampoo solido, però, potrebbe non piacervi comunque per tutta una serie di motivi quindi sappiate che esistono comunque shampoo liquidi/cremosi ecofriendly. Per esempio prodotti naturali confezionati in bottiglie di vetro, plastica biodegradabile oppure in formati da 500-1000g (formati risparmio o famiglia) che consentono di risparmiare soldi e plastica. 

 

2. Maschere per capelli fai da te

Tutti pazzi per le maschere monouso! Quante bustine avete in bagno in questo momento? Che siano maschere per capelli o per viso, tantissime.. troppe!

Oltre al fatto che molti ingredienti utilizzati non sono naturali né di qualità, utilizzando maschere monodose si producono tantissimi rifiuti! Ma voi siete qui per imparare a essere zero waste in bagno, no? Quindi proverete a fare qualche impacco a casa, con ingredienti naturali di facile reperibilità, a basso costo e di riuscita assicurata!

Qualche esempio? 

  • Impacco nutriente: prima di fare la doccia applicate sui capelli qualche noce di olio di cocco, massaggiate bene e lasciate in posa per circa 30 minuti. Lavate bene con sapone, risciacquate e voilà: lucidi e rimpolpati!
  • Schiarente: una tazza di camomilla e qualche cucchiaio di miele da applicare sui capelli per schiarirli (funziona bene sulle bionde o castane chiare).
  • Riflessante: fondi di qualche caffè, un cucchiaino di cacao amaro e un po’ di acqua calda in quantità sufficienti da creare una pasta. Applicate sui capelli e lasciate in posa per almeno 20 minuti, dopo lavaggio e risciacqui avrete capelli lucidi e pieni di riflessi. 

Tutte e tre sono provate e riprovate da me, perciò non preoccupatevi, non vi cadranno i capelli, anzi non ne farete più a meno. Potrete prepararle al bisogno e non produrrete alcuno scarto!

 

3. Travel size riempibili

Dai, non fate finta di niente.. So che non potete resistere alla tentazione degli “shampini” da hotel. Li usate e, poco prima di lasciare l’albergo, li portate a casa per poi aggiungerli a una collezione infinita e ripetere tutto al prossimo viaggio. 

Il mio consiglio è di scegliere le bottigliette travel size più comode che avete (se ne avete, altrimenti potete acquistarle) e di “battezzarle” come vostre preferite, nonché uniche compagne di viaggio. Tenetele in bagno in un mobiletto, pronte per qualsiasi partenza; non dovrete fare altro che riempirle coi vostri saponi (magari confezioni formato famiglia) e metterle in valigia (o nel bagaglio a mano se sono sotto ai 100mL). Potete riempirle di shampoo, balsamo, crema solare, crema corpo e via così; oppure potete optare per scatolette di metallo che contengano i vostri saponi/lozioni solidi. 

 

Consiglio d’acquisto testato -no ADV-

-Secondo e ultimo consiglio di acquisto che inserirò in questo articolo- Da mesi studiavo il sito e speravo qualcuno aprisse un negozio anche a Modena, per ora tutto tace ma è spuntata la voce “E-shop” e non ho resistito alla tentazione! 

Ho fatto alcuni acquisti su Negozioleggero.it e ne sono rimasta affascinata! Mi è arrivato tutto in una scatola di cartone, senza un briciolo di plastica: shampoo bars, saponi, balsamo tutto avvolto da carta riciclata. Ho già provato tutto e devo confessare di essermi innamorata del balsamo Pompelmo e Mango: me ne basta una noce e miei capelli (lunghi) si districano come non hanno mai fatto! 

 

Cura viso e corpo

Arriviamo al capitolone che riguarda pelle del viso, del corpo e non solo. 

  1. Maschere per il viso fai da te

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Vedi sopra per la questione “maschere monouso” e come sprecare. Sono così necessarie queste maschere di tessuto o crema da applicare e buttare via nel giro di un’ora? E, soprattutto, sono così efficaci?

Io credo a qualcuno sia un po’ sfuggita di mano la cosa: sento ragazze parlare di 3-4 maschere al giorno, poi le guardo in faccia e noto comunque imperfezioni (normalissime, peraltro). Allora perché non ricorrere a soluzioni naturali ed ecofriendly come maschere fatte in casa?

Qualche esempio?

  • Purificante (secca brufoli): argilla verde ventilata mischiata con qualche goccio d’acqua, applicata sulla faccia, lasciata seccare e risciacquata. Asciuga le pelli grasse e purifica.
  • Nutriente: yogurt+argilla+olio evo+miele per detergere e nutrire! 
  • Idratante: olio di cocco spennellato sulla pelle secca per renderla lucida e morbida. 
  • Lenitiva: olio di tea tree, camomilla e aloe vera in gel restituiranno sollievo alle pelli arrossate. 

 

2. Scrub viso e corpo naturali

Il discorso è simile al paragrafo precedente perciò non mi dilungherò troppo; mi limiterò a proporvi alcune alternative diy semplicissime e alla portata di tutti. 

  • Scrub al caffè: fondi di caffè+zucchero semolato+qualche goccio di olio evo per esfoliare e nutrire al tempo stesso;
  • Agli agrumi: bucce di agrumi (quelle avanzate dalla spremuta) cosparse di zucchero e passate sulla pelle (priva di tagli!) come una spugnetta per levigare e asciugare i pori seborroici;
  • Al cocco: olio di cocco mischiato con amido di mais, zucchero e oli essenziali a piacere per un effetto rilassante e nutriente!

 

3. Creme e lozioni packaging free (sfuso)

In questo caso non ho ricette DIY perché credo non ci siano alternative valide ai prodotti in commercio; a proposito di questi, però, vi invito a scegliere creme naturali e a leggere sempre l’INCI (etichetta con ingredienti), facendo attenzione a siliconi, petrolati e altri ingredienti dannosi per la pelle e l’ambiente. 

Quindi sicuramente attenzione alle materie prime usate, ma anche ai packaging! Dove possibile scegliamo prodotti confezionati in vetro, altrimenti scegliamo formati convenienti (per le tasche e per l’ambiente). 

E per favore.. basta riempirci i mobiletti di creme, cremine e cremette solo per il gusto di comprare. Facciamo prove e scegliamo i prodotti giusti per noi, compriamo solo il necessario e finiamolo (odio chi butta via le creme perché le ha lasciate scadere). 

 

4. Dischetti struccanti e olio di cocco

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Sarebbe doveroso partire dal Make up ma, non essendo io una grande esperta, preferisco non addentrarmi in un territorio sconosciuto. L’unica cosa che posso dirvi è che nel mondo della cosmesi esistono tantissime alternative vegan, cruelty free, naturali e con packaging sostenibile, basta saperle cercare 😉 (a proposito di ombretti e rossetti ho un buon suggerimento.. scrivetemi e ve lo dico!). 

Quando poi si tratta di struccarsi, passaggio fondamentale da fare prima di andare a dormire (!), optiamo per due semplici oggetti: dischetti struccanti in cotone lavabile, oppure un semplice asciugamano, e olio di cocco. Niente di più! Un’accoppiata sensazionale, ben più efficace di tanti tonici e acque micellari in commercio. 

Costa poco ed è assolutamente ecofriendly: il vasetto di olio di cocco dura una vita (ne basta poco) e l’asciugamano/dischetti si possono lavare mille volte. 

Abbandoniamo i dischetti usa e getta e le mille boccette di struccanti, please!

 

5. Deodorante solido

Le bombolette spray, per quanto comode, non sono molto sostenibili ahimè. Il packaging è usa e getta, poco riciclabile, e il contenuto spesso poco naturale; la soluzione però c’è e ce la offrono i deodoranti solidi, sia sotto forma di roll che in vasetti. 

Serve un attimo di tempo per abituarsi, ma i benefici non tardano ad arrivare: le ascelle risultano meno irritate, la sudorazione eccessiva e maleodorante spesso sparisce (a meno che non sia patologica) e la sensazione di freschezza dura di più. Come mai? Tutta questione di ingredienti che, nel caso dei deodoranti solidi, sono spesso più naturali e incidono meno sul pH delle ascelle. 

 

Ricetta diy

1 parte di olio di cocco

Una parte di bicarbonato di sodio

1 parte di amido di mais

Oli essenziali a piacere

 

Sciogliamo l’olio di cocco sul fuoco insieme agli oli essenziali (qualche goccia), uniamo bicarbonato e amido cercando di scioglierli per quanto possibile. Versiamo tutto in un vasetto di vetro e lasciamo solidificare. Applichiamo al bisogno su pelle asciutta.

 

7. Cottonfioc

Se tornate su di qualche paragrafo rileggerete che nella top ten dei rifiuti in plastica trovati sulle nostre spiagge svettano spazzolini e cotton fioc. Sorpresi?! Io no se penso a quanti ne uso in una settimana!

Molti non sanno che i cotton fioc non sono biodegradabili ma hanno un bastoncino in plastica (anche se, ad oggi, l’Unione Europea ne ha interrotto la commercializzazione). Perciò come possiamo essere più sostenibili? 

Optando per bastoncini in bamboo e cotone 100% biodegradabile oppure, ancora meglio, utilizzando spray per orecchie e strumenti “meccanici” di rimozione (bastoncini appositi che facilitano l’uscita di cerume). 

 

8. Lenti a contatto e corretto smaltimento

Di queste ne abbiamo parlato su Instagram, ricordate? Vi ho confessato di non poter fare a meno delle lenti giornaliere per una questione di familiarità con l’orzaiolo. 

Chi può cerchi di ridurre la quantità di lenti a contatto usate poiché, purtroppo, non ne esistono ancora di biodegradabili. Chi come me non riesce cerchi di limitare gli sprechi negli imballaggi e, soprattutto, gestisca bene la differenziata. 

Io compro confezioni multiple, da circa 4-5 mesi per ridurre il packaging, e separo bene tutti i componenti (=quando non è possibile essere zero waste in bagno cerchiamo di separare bene i rifiuti): confezione nel cartone, contenitore della lente nella plastica e, a volte, pellicola che copre il contenitore nei metalli. E la lente usata?! NON NEL LAVANDINO, ragazzi! Assolutamente nell’indifferenziato

E speriamo qualcuno trovi presto il modo di riciclarle adeguatamente. 

 

Igiene intima

Arriviamo a quello che è spesso un tasto dolente per chi vuole essere zero waste in bagno: l’igiene intima! 

1. Coppetta mestruale – Assorbenti lavabili

O la ami o la odi, dicono.. E invece no, per me l’approccio alla coppetta mestruale è stato graduale: partito con molte incertezze e concluso con grande soddisfazione. 

Il mio consiglio? Cominciate a studiarla, su internet trovate esperienze e informazioni utilissime che vi faranno capire: a) quale comprare, b) come usarla.

Passati i primi dubbi e la fase di conoscenza la adorerete. In più, vi conoscerete ancora meglio: scoprirete la vostra anatomia e il vostro flusso mestruale in una chiave nuova. 

E se proprio con la coppetta non va c’è sempre l’ipotesi assorbenti lavabili, piuttosto che centinaia di assorbenti usa e getta in un anno. Ma io opterei comunque per la coppetta…

 

2. Detergenti solidi o in confezioni formato risparmio

Stesso discorso dei capelli, se possibile optiamo per saponette ipoallergeniche con pH controllato; altrimenti, se vogliamo essere ancora più tranquille dal punto di vista igienico, optiamo per detergenti intimi in confezioni da 500/1000g che durino nel tempo e ci consentano di risparmiare plastica, oltre che soldi. 

 

Depilazione

  1. Laser

La prima, grande, soluzione al problema depilazione è il laser per due motivi: non avremo più bisogno di ceretta/rasoi (potremo essere zero waste in bagno quando si tratta di peli) e potremo metterci qualsiasi vestito all’ultimo minuto senza temere di sembrare un orsetto

Io ho ormai sposato questa tecnologia e punto a fare il laser quasi su tutto il corpo, quindi non posso che consigliarvelo. Scegliete con cura il centro estetico in cui farlo, non tutti sono validi ed efficaci!

 

2. Rasoio di sicurezza

essere zero waste in bagno

Ok, niente laser per x motivi (?), ma una soluzione ai mille rasoi usa e getta consumati in un anno c’è! Il rasoio di sicurezza è la versione ecofriendly ed è composto da una parte fissa in acciaio a cui si cambiano solo le lamette, al bisogno. E’ in acciaio perciò non arrugginisce e comporta un piccolissimo investimento. 

 

E gli “strumenti”?

Pennelli, spazzole e spugne che usiamo sono ecofriendly? Forse no ma non buttiamoli! Portiamoli a fine vita dopodiché potremo sostituirli con alternative ecologiche tipo pettini in bamboo, pennelli con setole naturali e spugne in cotone/fibra di bamboo (non sintetiche!).

 

Spero che questo articolo su come essere zero waste in bagno ti sia piaciuto o, quantomeno, ti sia stato utile. Sentiti libero/a di scrivermi per domande, suggerimenti o correzioni!

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