Adelaide: cosa fare e vedere in due giorni

Ti diranno che è bigotta, noiosa, che ci sono solo chiese da vedere. Ti consiglieranno di non perdere tempo con questa città, piuttosto di dedicarti alle classiche Sydney e Melbourne.

Tu non dargli retta.

Anche noi, assordati da voci poco rassicuranti, eravamo inizialmente dubbiosi sul dedicarle anche solo due giorni. Poi ci siamo detti, ‘perchè non provare sulla nostra pelle?’.

Allora via, aggiungiamo anche questa città alla mappa.

 

La prima impressione

La prima impressione non è stata delle migliori, siamo arrivati nel tardo pomeriggio di un venerdì nuvoloso e abbiamo colto subito le differenze con città come Melbourne.

La britannica e conservatrice Adelaide lavora attivamente solo dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 17. Oltre questi orari e nei weekend la gran parte dei cittadini si gode il meritato riposo e non è assodato vedere tutti i locali aperti.

Tuttavia, è possibile visitare la città durante il weekend, senza grossi problemi. Alcune attività, comunque, non saranno disponibili (vedi la visita al West Terrace Cemetery o alla Coopers Brewery).

Le ultime due curiosità prima di cominciare il nostro tour virtuale?

Dietro al nome Adelaide si cela una storia molto romantica. Sembra, infatti, che l’allora imperatore inglese Guglielmo IV abbia nominato la città ‘Adelaide’ in onore della moglie Adelaide, appunto. Che dite, questo può valere più che una collana o un paio d’orecchini?

E sì, Adelaide è chiamata ‘la città delle chiese’ per un motivo. Durante la vostra permanenza, specie se vi sposterete a piedi, ne vedrete tante e alcune molto belle.

Alla fine dei conti la città è valsa la pena di due giorni sottratti a Sydney! Ecco le cose più significative da vedere se passate di qua e avete solo due giorni a disposizione.

Oh, vi ho per caso detto che ho preparato anche un video-racconto su Adelaide? Tutto vostro: Adelaide in due giorni? Si può fare!

 

Adelaide: cosa vedere e fare in due giorni

  • Central Market

Ok, dopo tanti miei post, che mi piacciono i mercati forse l’avrete capito ma potete biasimarmi? E’ che proprio non posso fare a meno di cercarli ovunque io sia.

Il mio primo pensiero, quando visito una nuova città, è vedere il mercato. E’ un conoscersi. Dal mercato di una città posso capire le persone, le loro abitudini, i loro gusti. E quasi sempre è un darsi reciprocamente. Ciascun mercato mi lascia qualcosa, idee preziose da mettere in valigia, così come io lascio lì qualcosa di me.

Un bigliettino da visita, un consiglio a qualche commerciante, talvolta un pezzo di me. Ecco cosa è successo col mercato di Adelaide, ci ho lasciato una piccola parte di me.

Piccolo ma essenziale, bello come pochi. Qui persino le panchine sono invitanti!

Adelaide

Tra banchi di frutta, locali molto chic e pasticcerie/panetterie vi girerà la testa. Scegliere cosa mangiare per colazione sarà estremamente complicato e non potrete fare a meno di fermarvi a un banco del formaggio per una degustazione.

Mesi e mesi di disperate ricerche a Melbourne sono finiti qua. Ad Adelaide, al mercato, abbiamo assaggiato del formaggio decente. Anzi, di più. Buono, buonissimo, come non ti aspetti in una città australiana.

Italiano, spagnolo, francese, svizzero. Basta chiedere e te lo porgono su un cracker, accompagnato da un grosso sorriso.

Aperto dal lunedì al sabato, dalle 7 alle 15, non potete perderlo! E nella via di ritorno passate per Chinatown, lunga un solo isolato, vi sorprenderà con grazia e sobrietà.

 

  • Victoria Square

Un puro caso vuole che proprio durante i nostri due giorni di vacanza fosse in atto Tasting Australia. Per chi non lo sapesse, è uno dei ‘food events’ più popolari in Australia. Il più importante ad Adelaide, paragonabile più in piccolo con il Melbourne Food and Wine Festival che si tiene a marzo.

Per ben una settimana, nella bella Victoria Square, si riuniscono produttori e ristoratori del South Australia e non solo. Un susseguirsi di eventi, corsi di cucina e degustazioni spalleggiati da ottimo cibo e bevande.

Food truck e vino a parte, Victoria Square è una delle icone di Adelaide. Conosciuta in età aborigena come ‘il posto dei sogni del canguro rosso’, nel 1837 è stata dedicata all’erede al trono britannico, la principessa Victoria.

Ampia, verde, pulsante. Questa piazza rappresenta il cuore della città di Adelaide.

 

  • Botanic Gardens

E’ successo, di nuovo. Mi sono innamorata dei giardini botanici, stavolta ad Adelaide.

L’incontro con i Royal Botanic Gardens a Melbourne è stato da togliere il fiato, per una giornata ho pensato di trasferirmi lì. Una tenda e poco altro, questo mi sarebbe bastato.

Federico ha dovuto portarmi via a forza. E così ha fatto ai Botanic Gardens di Adelaide.

Se possibile mi sono piaciuti anche di più, forse. Non potevo immaginarlo, credevo di aver visto fin troppe meraviglie ma quest’ultima città mi ha proprio stupito!

Fiori, piante di ogni genere, la riproduzione vivente della foresta pluviale, orti e verde a più non posso. C’è bisogno della mappa per esplorare questi ‘giardini’ e meritano il tempo di qualche ora, almeno.

 

  • National Wine Centre

La visita qui non può che concludersi con un breve giro al National Wine Centre.

Sì, ormai l’avete capito, dove c’è vino ci sono io! Più che berlo mi piace assaggiarlo e in ogni occasione accompagno la degustazione con un po’ di cultura, un po’ di enologia.

Al Wine Centre più che cultura vedrete tanta estetica, bottiglie esposte in modo elegante, bicchieri e, a volte, persino un matrimonio in corso.

 

  • South Australian Museum

Io non sono proprio una tipa da musei, anzi. Non mi sono mai piaciuti, fin dai tempi della scuola. Per me le esposizioni migliori sono all’aria aperta, sono fatti di erba e fiori e profumano anche.

Nei miei video e nei miei articoli difficilmente trovate la visita a un museo, specialmente se d’arte. L’unico museo che io abbiamo mai apprezzato è il Nemo ad Amsterdam, che però è un centro scientifico più che un museo.

Poi arrivo in Australia e comincio persino a cercare i musei. Insolito? Beh, quando finisci dall’altra parte del mondo sono ben poche le cose ordinarie.

E poi qui è tutto così diverso, interessante, che mi  faccio incuriosire. Così è capitato con il South Australian Museum, un racconto a più piani circa la storia aborigena australiana. Sconosciuta e affascinante, è stato un piacere fare la sua conoscenza qua.

Il primo piano è stato sicuramente il migliore, il più denso di curiosità. Qui sono raccolti strumenti e testimonianze di ogni tipo sulla vita aborigena australiana, quella pre-colonizzazione, quella che c’è ancora ma si cela in zone remote del Continente.

Al secondo piano, invece, c’è un’interessantissima sezione dedicata agli insetti, rettili e altri animali australiani. Tante foto sì, ma ci sono anche alcune teche decisamente spaventose. Assolutamente da vedere, neanche da dirlo!

 

  • National War Monument

L’Australia, purtroppo, non vanta una storia molto longeva e ricca di avvenimenti. Questo grosso continente, situato ‘dall’altra parte del mondo’ è stato colonizzato solo a partire dal 1800 e non ha grandi poemi in rappresentanza.

Ha un’interessante storia aborigena da raccontare, in certe zone ancora attuale, ma c’è ben altro. L’Australia ha un piccolo grande orgoglio e a quello si aggrappa con tutte le sue forze. Durante gli anni di guerra, in particolare durante la Prima e Seconda Guerra Mondiale (e non solo), migliaia e migliaia di uomini hanno preso parte ai combattimenti.

Ancora oggi l’Australia esprime una grande gratitudine a tutti i soldati che hanno prestato servizio, sia a quelli che hanno fatto ritorno che a quelli che non ce l’hanno fatta. Ogni anno, nella giornata del 25 Aprile (per noi festa della Liberazione), qua si ricordano i caduti in guerra e si dedica loro il più sincero ringraziamento e cordoglio.

‘Lest we forget’ (non dimentichiamo) è la frase che vi capiterà di leggere ovunque se capiterete in Australia per l’ANZAC Day. E se come me, passerete per Adelaide qualche giorno dopo, la troverete poggiata su corone e fiori accanto ai monumenti di guerra.

Ad Adelaide abbiamo visto i più belli, un esempio è il National War Monument che vedete in foto.

Semplice e pulito all’esterno, esprime il massimo all’interno. La cosa che ci ha più colpito è sicuramente la cupola che, un po’ per nostalgia un po’ per i colori, mi ha ricordato la forma della Scala a chiocciola del Barozzi, nella mia Vignola.

 

  • Adelaide Oval

Immaginate la pace di uno stadio completamente vuoto. Ora immaginate di potervi sedere nelle prime poltrone, provate a immaginare la partita lì, proprio davanti a voi.

E se per caso diventasse realtà? Così è stato per noi che, da un momento all’altro, ci siamo visti spuntare davanti un’intera squadra di football australiano. Una tra le migliori del campionato, per dirla tutta.

Vestiti di giallo e nero, i Richmond Tigers erano al loro ultimo allenamento prima del grande match, Adelaide Crows-Richmond Tigers. E noi eravamo lì, per la prima volta, davanti a una partita di football australiano.

Che abbiate la fortuna di imbattervi anche voi in un allenamento o meno, l’Adelaide Oval merita un po’ del vostro tempo. Potete persino scalare le sue cupole e godervi una vista mozzafiato, incredibile!

 

  • Rundle Street & Mall

Mi è stato consigliato più volte, da più australiani, eppure l’idea non mi attirava nemmeno un po’. Una via e un centro commerciale? Non fa per me!

Poi, in cerca di un negozio di cioccolato (strano), ci sono finita proprio in mezzo. Il Mall (centro commerciale) è più piccolo di quanto si possa pensare, perciò non servono ore per girarlo.

La parte più bella, però, è la via. Negozi più o meno famosi a parte, il bello sono le persone che la attraversano da parte a parte e gli artisti che intrattengono la loro passeggiata.

Qualcuno suona, qualcuno canta e qualcuno fa la beatbox. Le persone, con un ‘long black’ in una mano e una sporta nell’altra si concedono un po’ di shopping e relax qui.

Se ve lo consiglio io che non amo i centri commerciali e lo shopping, dovete proprio andarci!

Oh e poi vi ho detto che qui ci sono alcune statue di porcellini?!

 

  • Port Adelaide

Indecisi se visitare Port Adelaide o una tra le altre località sulla costa, alla fine abbiamo optato per la prima.

Silenziosa, tranquilla e discreta: così ci è sembrata Adelaide porto. Essendo domenica mattina era quasi tutto chiuso, è stato difficile trovare un locale in cui fare colazione ma ce l’abbiamo fatta. Ci siamo imbattuti in una deliziosa, sia dentro che fuori, creperie e abbiamo fatto il pieno con una crepes cioccolato e banana.

Il proprietario, serbo, ci ha consigliato di guardarci bene attorno perchè, qualche settimana prima, alcuni tra i più talentuosi street-artists australiani si erano sfidati a suon di murales per le vie di Port Adelaide.

Dopo la nostra abbondante colazione ci siamo spostati verso il porto vero e proprio, dove abbiamo trovato uno dei fari più pittoreschi mai visti.

Si può visitare e il biglietto costa ben 1$!

Proprio di fronte al faro, poi, si stava svolgendo il consueto ‘Fishermen’s Market‘, il mercato dei pescatori che consiste più che altro in un’esposizione di oggetti vintage e ricchi di storie da raccontare.

Un giro veloce e poi di nuovo in viaggio per l’aeroporto di Adelaide. Da qui abbiamo salutato questa bella città e ci siamo preparati per lo step successivo: Sydney!

 

E se avete più tempo?

Questo è più o meno ciò che abbiamo fatto e che vi consigliamo per il vostro soggiorno di due notti.

E se avete più tempo a disposizione per visitare questa città, non perdetevi la Coopers Brewery, il West Terrace Cemetry (lo so, è strano, ma è molto particolare da vedere) e una giornata dedicata alle wineries.

Il South Australia, e in particolare la zona di Adelaide, è famoso per le sue cantine e tipologie di vino. Attorno alla città trovate diverse regioni vitivinicole, tutte meritevoli di essere visitate (McLaren, Adelaide Hills..), ma con un solo giorno a disposizione potete andare sul sicuro con la Barossa Valley.

La più famosa, la più tradizionale e radicata. Qui la contaminazione germanica si vede e sente ancora. Dai nomi all’estetica è facile riconoscere la matrice tedesca, quella che ha dato vita a questa regione vinicola.

I vini, però, rispecchiano i canoni australiani e, non a caso, il più famoso qui è lo Shiraz!

Diciamo, poi, che se avete quattro giorni a disposizione e siete amanti della natura una tappa obbligatoria deve essere Kangaroo Island.

Selvaggia, variopinta e meravigliosa. Così mi è sembrata, dalle foto. Sì, purtroppo non sono riuscita a visitarla ma rimane assolutamente sulla mia lista ‘to see’.

Ne ho sentito parlare benissimo e ho visto foto incredibili, se potete andateci!

Per ora è tutto, trovate questo e molto di più sul blog, nella sezione Australia: un mondo oltre i canguri. Se vuoi ricevere settimanalmente una notifica con tutti i post pubblicati su Magna e Tes, unisciti alla nostra Newsletter list!

Qui, poi, trovate molto anche sul resto del South Australia: www.southaustralia.com.

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