10 aspettative sbagliate sull’Australia: Melbourne

Sono passate circa 2 settimane dal mio arrivo in Australia ed eccetto al post introduttivo sulla mia importante decisione e qualche foto qua e là, non vi ho ancora raccontato niente sulla mia vita down under.

Esatto, il tipo di esperienza che sto vivendo e anche il solo fatto di vivere qui si definisce esperienza down under. -Grazie a chiunque abbia inventato il termine, mi ha risparmiato ore di brainstorming per trovarne uno ad HOC!-.

Vi ho in parte anticipato l’ipotesi, che ormai è diventata una certezza, di scrivere periodicamente riguardo all’Australia e alla mia esperienza diretta. Giorno per giorno vi svelerò qualche dettaglio in più e, forse, prima o poi sarò in grado di stabilire una scaletta e seguirla. Per ora non chiedetemi così tanto, mi sono appena abituata al Jet Lag!!

 

Un passo per volta

Si ma da cosa comincio?! -Dubbio che 5 volte su 5, all’inizio di una rubrica, un post o un racconto, mi attanaglia-.

Ci ho riflettuto parecchio e non so quante volte avrò chiesto consiglio a Federico, mio compagno di avventura, poi ho mentalmente ripercorso l’iter che seguo per preparare la crostata: parto dalla base e poi preparo gli altri ingredienti, ma solo all’ultimo momento assemblo tutto.

E allora partiamo dalla base: per il fondo della crostata vi serviranno 300 g di burro, 125 g di zucchero semolato… Ehm, volevo dire, partiamo dal percorso tra casa e l’altra parte del mondo. Boni, ciò non significa ripercorrere le mie lunghissime 22 ore di viaggio bensì trovare una giunzione tra ciò su cui ho fantasticato e ciò che poi ho trovato.

Sì, parliamo di aspettative e qui sento gli occhi di mio papà virtualmente puntati su di me.

 

E’ tutto come l’avevo immaginato?

Vado diretta? No.

Come spesso capita -a me sempre, non so voi..-, teoria e realtà non hanno scelto di andare a braccetto. Anzi, direi che si siano proprio salutate con un arrivederci!

In fondo, però, non è questo il bello di un viaggio e, più in generale, di qualsiasi esperienza? Partire da A e tornare con Z, mai delusi per ciò che non è stato e sempre soddisfatti per quel che è stato.

Ora, io non sono ancora tornata e non ho programmato il rientro a breve, ma mi sento già piuttosto appagata nel vedere le mie certezze sgretolate. Cosa credete io sia venuta qui a fare? Di certo non ho attraversato il mondo per trovare qualcosa che già sapevo e conoscevo!

In queste settimane ho annotato sul mio immancabile taccuino quante più impressioni e falsi miti potessi. Sono sicura che tanti altri non tarderanno a venire, ma per ora la lista è bella affollata, perciò perchè non cominciamo?

 

Immancabile, breve, premessa

Solo un’ultima cosa. Ho deciso di cominciare la mia avventura a Melbourne senza sapere dove finirà e da che luoghi passerà. Melbourne è un punto di partenza e al momento è l’unico termine di paragone che posso considerare, man mano che il viaggio proseguirà potrò fare un confronto più oggettivo.

Questo per dirvi che le convinzioni riportate qui sotto, al momento, valgono per Melbourne, non per l’intero continente australiano.

 

10 cose che mi aspettavo e non sono

1. Clima caldo e soleggiato 24/7

Vieni in Australia convinto che troverai sole e caldo 24 ore su 24, 7 su 7, per poi scoprire che questo non è il paradiso. 

Premetto che ero mentalmente preparata all’arrivo dell’inverno, soprattutto in Victoria dove può arrivare anche sotto i 10°C, e a condizioni climatiche non sempre perfette, eppure credevo ci fosse molto più sole. 

Sicuramente il discorso è diverso per la Gold Cost e altre zone dell’Australia, qui in Victoria non è sempre tutto rose e fiori. Melbourne è famosa per il detto “4 seasons in a day” e solo vivendola per due settimane ho potuto capirne il significato. 

In un giorno puoi morire di caldo per i 32°C -e ti togli felpa&co-, gelare subito dopo -ti rimetti la felpa-, inzupparti da testa a piedi per colpa di una nube che decide di far piovere -a mo’ di nuvoletta di Fantozzi- e, infine, prendere un colpo di freddo per via del vento forte. Simpatico, eh?

Tutto questo per dirvi che anche qui piove, c’è freddo e non è sempre estate. Ah, c’è anche molto umido ma per un’emiliana come me è un gioco da ragazzi 😉

N.B.: prima che madre natura si offenda, nell’ultima settimana il tempo è stato perfetto, molto caldo e soleggiato perciò non è andata male.

2. Paesaggi mozzafiato e animali ovunque

Koala, canguri, quokka, wombati, eucalipti, scogliere mozzafiato, enormi spiagge con surfisti ovunque, terra rossa e riserve verdissime: ecco cosa mi aspettavo di trovare appena scesa dall’aereo. 

Tutte queste cose ci sono, ve lo assicuro -e lo dico anche per rassicurare me-, ma non tutte si possono trovare ovunque. 

Gli animali, specie quelli autoctoni come canguri, koala, quokka e via dicendo, sono protetti perciò è possibile trovarli solo nelle riserve naturali. Ce ne sono tantissime sparse qua e là in tutti gli stati, basta spostarsi un po’ dalle città per immergersi in questi veri e propri habitat. In Victoria -dove sono io- c’è addirittura un centro per la tutela dei Koala! 

In sintesi, come è normale che sia, le città sono molto all’avanguardia, piccoli o grandi che siano, ma la vera Australia si trova nel cosiddetto outback (entroterra). Perciò diciamo che per ora il mio incontro ravvicinato con flora e fauna locale è solo rimandato! –Per ora abbiamo visto opossum, pappagalli, volatili e insetti di ogni tipo, ma niente ragni!-

3. Propensione all’agricoltura biologica e di qualità

Tu credi che qui, complice il bel tempo e la grande disponibilità di terreni, l’agricoltura sia una cosa sacra con tanto di dei a cui offrire il raccolto in segno di adorazione, in realtà non è proprio così. 

Se da una parte ci sono tanti agricoltori e contadini, soprattutto nell’outback e nelle città meno urbanizzate, dall’altra ci sono catene di supermercati che spacciano prodotti di qualità dubbia. 

Una cuoca come me, però, non può limitarsi all’apparenza, no? Allora ho fatto spesa sia al mercato che al supermercato, anzi in più di uno e dell’altro, anche per confrontarli. 

Il mio parere? Mercato batte supermercato 1000 a 0! Al di là dei prezzi, di cui avremo modo di parlare, la qualità è indiscutibile. Basti pensare alle mele del supermercato, coperte di cere fino a sembrare finte, a confronto con quelle biologiche del mercato. In fondo, però, è più o meno così anche in Italia, no?

Insomma, biologico sì-biologico no. La varietà di frutta e verdura è comunque varia e in parte diversa da quella che abbiamo a casa, per ovvi motivi climatici e territoriali, basta cercare e si trovano ottimi prodotti!

4. Una fiorente cultura enogastronomica

Prima di partire ho preso per oro colato le parole, lette e sentite, riguardo la cultura enogastronomica australiana e, in particolare, di Melbourne. Ho proprio scelto questa città convinta che avrei trovato la El Dorado dei foodies, ma per ora non ho visto molti luccichii..

Di ristoranti e realtà valide ce ne sono parecchie, ma se contestualizzati in mezzo a una marea di catene e miseri fast food perdono parte del loro valore. O forse ne acquistano ancora di più?

Posto che fast food & company non saranno mai di mio interesse, ho almeno 4 mesi per passare in rassegna i migliori ristoranti, caffè e pasticcerie di Melbourne.

Per ora è andata bene dai, ho assaggiato il miglior croissant del mondo che, pensate un po’, non si trova in Francia!

5. Il culto dell’italianità

<<Italiano spaghetti pomodoro>> you know?? No, scordiamoci il mito dell’italiano all’estero, nel bene o nel male. Se da un lato nessuno ci canterà mai “Pepperoni Luca Toni” o imiterà la nostra gestualità, dall’altra non potremo gongolarci all’idea che qualcuno sia affascinato dalla nostra parlata e onorato della nostra presenza. 

In generale, a differenza degli Stati Uniti, qui è difficile trovare qualcuno che si interessi a te dal nulla e cominci a farti domande. Per ora ci è capitato solo una volta al mercato, dopo aver acquistato anacardi e albicocche secche e aver erroneamente porto una banconota da 10€. 

-La pizza però non hanno ancora capito come farla..-

D’altra parte qui è facile trovare qualche italiano e, così come tante altre etnie, sono ben integrati nella società, motivo per cui potremmo non passare per fenomeni da circo -vedi Stati Uniti-. Una delle cose più affascinanti di Melbourne, a proposito, è la vastità multietnica della popolazione, ormai consolidata e parte della storia locale. Ma di questo avremo modo di parlarne più avanti. 

6. Organizzazione e precisione

Ciò che mi aspetto ogni volta che metto piede fuori dal Bel Paese, insomma. Al momento solo pochi paesi nord-europei hanno soddisfatto questi requisiti. 

Ebbene nemmeno l’Australia è perfetta! Le città (parlo in maggior parte di Melbourne) non sono super pulite, le strade non sono immacolate e la raccolta differenziata è un po’ particolare. Però, c’è un però, gli operai sono molto efficienti e finiscono i lavori in tempi efficaci, in più le politiche ambientali sono un ordine del giorno. 

Nei palazzi il pattume si può buttare in due compartimenti, spazzatura umida o “riciclaggio” dove si gettano plastica, carta, vetro e tutti gli elementi differenziabili. Sarà poi compito delle discariche provvedere a una corretta separazione e smaltimento, una cosa furba no?

7. Città interamente popolate da australiani in braghette e camicia

Non so che ideale abbiate voi dell’australiano medio, io per colpa di fiction e film vari me lo immagino sempre uguale: braghetta da esploratore, scarponcino da trekking, camicetta a maniche corte e immancabile berretta da sampei. 

Qualcuno così l’ho avvistato e avrei tanto voluto portarlo a casa come trofeo, ma la maggioranza degli abitanti -non parlo del distretto centrale di Melbourne perchè non fa testo- si confonde con qualsiasi altro umano. 

E con questo ci colleghiamo direttamente al punto successivo. 

8. Ma gli australiani non erano tutti biondi, alti e surfisti?

Magari!

Mannaggia a me, io credevo di trovare il mio uomo ideale qui e invece niente! Per ora niente biondi con gli occhi azzurri, surfisti e bellissimi. 

Clichè a parte, la popolazione australiana è davvero molto varia e multietnica. Sì gli australiani DOC hanno qualche caratteristica riconoscibile ma si sono integrati talmente bene con le altre etnie che non c’è più una distinzione così netta. 

I più riconoscibili sono gli anziani in vacanza, vestiti esattamente come il mio ideale e con quella carnagione bianco-rosa porcellino che si trasforma in rosso aragosta ai primi raggi di sole -che qui raggiungono i 9/10 nella scala UV..-. Insomma, un po’ come me!

9. Aussie mood: statte senz’ pensieri

Un po’ come i koala, gli australiani sono rinomati per essere persone tranquille e “easy-going“. Così dicono almeno!

Finora, però, non ho visto troppa gente rilassata, con tanto di tavola da surf sotto l’ascella. Probabilmente i ritmi di una città affollata come Melbourne -4,5 milioni di abitanti- non la rendono l’habitat ideale di un vero Aussie. Nemmeno nelle zone limitrofe sono riuscita ad avvistarne uno, ma non mi scoraggio perciò continuerò la mia caccia all’australiano modello. 

10. Casa, lavoro e opportunità in rapporto 2:1 con le persone

<<Troverai casa in men che non si dica>>, <<ci sono tantissime offerte di lavoro, soprattutto nel tuo ambito>>, <<ma quale America, ora come ora l’Australia è la terra delle opportunità!>>. Le ultime parole famose, dicevano!

Opportunità, case e offerte di lavoro ci sono, dopotutto parliamo della seconda città più popolosa d’Australia, ma non è tutto così immediato. 

Puoi impiegare poco tempo nel trovare casa ma recupererai tutto coi tempi d’attesa delle agenzie immobiliari. Puoi trovare il lavoro dei tuoi sogni ma ci vuole un po’ di tempo, oppure parecchie esperienze meno da sogno. Infine, le opportunità ci sono però devi saperle cercare e sfruttare, come in qualsiasi altro posto. 

 

Arrivata a questo punto ho dovuto interrompere brutalmente il racconto, stavo cominciando la stesura di un vero e proprio libro!

Ho diviso l’articolo in due, la prima parte l’avete appena letta mentre la seconda sarà pubblicata molto presto. Un’anticipazione? Se finora abbiamo parlato di aspettative che non si sono avverate, nella prossima “puntata” parleremo di cose inaspettate, no?!

aspettative

Alla fine penso di aver scritto più un libro che un post, ma spero apprezziate e capiate la mia voglia di condividere questa esperienza. Se avete apprezzato la lettura, riso, pianto o se vi ha disturbato fatemelo sapere con un bel commento qui sotto o sui social, oppure scrivetemi un’email che mi fa sempre piacere leggerne qualcuna in italiano 😉

carlottalolli2403@gmail.com

E se vuoi rileggere come sono finita in Australia dai un’occhiata qua!

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