La Modena di Bea: Crescentine e tigelle

Ciao a tutti!

Oggi voglio parlarvi delle tigelle o crescente o crescentine modenesi.

Eh si, hanno tre nomi o forse anche di più. A seconda di dove vi trovate, potete sentirle chiamare in un modo o nell’altro. Ma al di là del nome, andiamo a scoprire di che cosa si tratta!

 

Crescentine

La crescentina o crescenta è una focaccina di 6-7 cm di diametro, preparata con ingredienti semplici, cotta e farcita al suo interno e consumata ancora calda. Le farciture possono essere le più svariate, anche se normalmente si scelgono i salumi, i formaggi molli, le carni in umido e le marmellate.

La tradizione, in realtà, vuole che la crescentina sia riempita di un pesto fatto con lardo, aglio e rosmarino. Il calore della crescenta appena cotta scioglie il lardo che esalta il sapore degli aromi… da provare almeno una volta nella vita!

 

Tigelle

La tigella, invece, era la piastra in terracotta usata per la cottura delle crescentine. Accanto al fuoco del camino si preparavano delle pile composte nell’ordine da: una tigella, una foglia di castagno o noce, una crescentina, un’altra foglia e un’altra tigella e così via.

Per metonimia oggi è spesso usato il nome tigella per indicare la crescentina, che comunque non viene più cotta in questo modo ma utilizzando tigelliere il alluminio sui fornelli o piastre elettriche.

Capita ogni tanto di assistere alla classica scena di un cittadino che chiede a un montanaro le tigelle e si sente rispondere “Vuoi mangiare delle pietre?

crescentine

La preparazione di questa pietanza è, ed è sempre stata, un momento di grande convivialità. Un tempo tutti intorno al fuoco, oggi tutti intorno a un tavolo. La cottura in particolare permette al cuoco di restare insieme ai suoi commensali e condividere con loro il pasto, un pasto lento e rilassato che favorisce la conversazione e la condivisione.

Da cibo semplice e povero, le tigelle sono diventate una pietanza che troviamo al ristorante o facciamo in casa nei giorni di festa. Esse sono spesso accompagnate dal gnocco fritto o torta fritta, anche qui i nomi si sprecano!

Pensate che nel bolognese quello che noi di Modena chiamiamo gnocco fritto, viene chiamato crescentina, come le nostre tigelle!! Vi ho confuso bene le idee vero?!

 

P.A.T.

Comunque sia le tigelle e IL gnocco fritto (si, l’articolo è giusto, se dici “lo gnocco” non sei di Modena!) sono entrambe P.A.T. ossia prodotti agroalimentari tradizionali. Si tratta di un elenco stilato dal Ministero delle Politiche agricole, ambientali e forestali che riconosce un forte legame con il territorio e un metodo di produzione definito.

Ciò non toglie che ognuno a casa sua possa avere la sua ricetta, anzi, credo proprio che debba essere così! Perché la ricchezza di una terra come la nostra sta proprio nella tradizione che, per fortuna, i nostri nonni ci stanno tramandando. E un giorno toccherà a noi!

 

Qui trovate Marisa, Nonna di Carlotta nonchè Rezdora coi fiocchi, alle prese con la preparazione delle crescentine! Lei è di origini montanare perciò raramente le chiama tigelle e ha una ricetta molto valida..

La ricetta delle crescentine o tigelle

 

Beatrice Berselli

Scrivimi a : beatrice.berselli12@gmail.com

Qui mi presento: La Modena di Bea: prodotti tipici e cultura enogastronomica

 

I miei articoli

La Modena di Bea: visita all’Azienda agricola Hombre

La Modena di Bea: Pasta Fresca da Vanda

La Modena di Bea: Azienda Agricola Cavallotti

 

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