Crema, zuppa, minestra o vellutata?!

Stamattina vorrei spendere qualche riga per discutere su un tema poco chiaro, per definire una volta per tutte chi debba essere chiamato zuppa, chi minestra e via così.

Io stessa a volte faccio confusione con questi termini, sia perché associati a certi alimenti suonano meglio sia perché l’immaginario collettivo ha creato alcuni “miti”.

Per esempio, quanti di noi chiamano  vellutata qualsiasi crema di verdura portino a tavola? E quanti parlano di zuppa d’orzo, quando in realtà è una minestra?

Vediamo, dunque, come classificare ciascuna specialità!

 

Brodo

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Partiamo da qualcosa di semplice. Tutti conosciamo il brodo, vegetale, di carne o di pesce che sia; molti lo preparano a casa, altri erroneamente -da cuoca non compro nè supporto questo tipo di prodotti- ne comprano la versione liofilizzata.

Il brodo è un punto di partenza, una base, anche se in casa mia si usa “mangiarlo” nella sua semplicità. Esso consiste in una preparazione acquosa insaporita con verdure, verdure e carne/pesce, e aromatizzata con spezie ed erbe aromatiche.

Generalmente, si usa per servire tortellini, passatelli e altri tipi di pasta, per insaporire i risotti e le creme di verdura,  ma ha tanti altri utilizzi. Per esempio, nel brodo si possono cuocere tanti tipi di pasta, carne e pesce: per preparare il pesce in modo dietetico ma gustoso, lo si può bollire in un “court-bouillon” di verdure!

Potremmo parlarne per ore, ma abbiamo altri termini da affrontare. Qui vi riporto alcune ricette:

Brodo di carne

 

Crema

Rubare il nome di questa preparazione è molto facile: crema di patate, crema di fagioli, crema di qua e crema di là. In realtà, tutto ciò che abbiamo chiamato crema era vellutata, passato o magari zuppa.

La crema si chiama così quando è preparato con una/due verdure, cotte e frullate, il tutto legato da una base come il roux -burro e farina tostati secondo diverse gradazioni e sapori- oppure da latte o semplice farina.

Detto questo, credo di non aver mai preparato una vera crema. Rimedierò presto e vi scriverò la ricetta!

 

 

Minestra

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<<O la mia minestra o quella è la finestra>> si usa dire dalle mie parti.

La minestra ha origini molto antiche nella storia della cucina italiana, in passato aveva una funzione conviviale per riunire tutti attorno alla tavola. Oggi e allora, la minestra è intesa come un insieme di verdure e riso/cereali/pasta.

Si parte da una base brodosa di verdure a cui si aggiunge, a piacere, del riso, dei cereali (orzo, farro..) oppure i classici maltagliati. E a tal proposito, l’esempio è lampante: la pasta e fagioli è una minestra! Lo stesso vale per la zuppa d’orzo che, in realtà, dovrebbe essere chiamata minestra d’orzo.

Qui sotto vi scrivo una ricetta originale per la minestra!

Minestra di farro, asparagi e pecorino

 

Passato

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Non parliamo del tempo verbale ma di un’altra preparazione culinaria.

Tra tutti è il nome che mi piace meno e forse per questo lo utilizzo poco. In realtà, la maggior parte delle creme, vellutate e zuppe che preparo sono proprio passati di verdura. Con tanta buona volontà, ho modificato i nomi delle ricette e d’ora in poi utilizzerò il termine corretto.

Per passato di verdura si intende un insieme di qualche verdura cotta e omogeneizzata con un frullatore. Queste ricette non prevedono aggiunte di latte, panna & co, sono perciò al naturale e adatte ad ogni dieta.

Certo è che se volete aggiungere un po’ di sapore e rotondità, nessuno vi vieta di farlo!

 

Passato di cannellini -gluten free, lactose free-

Passato di fagioli borlotti -gluten free, lactose free-

Gazpacho di peperoni arrosto, gamberi e clorofilla al cipollotto -gluten free, lactose free-

 

Vellutata

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Ohhh, finalmente tocca alla celeberrima vellutata. Non so voi, ma a me leggere la parola vellutata fa già gola!

Per quanto mi piacerebbe chiamare tutto così -soprattutto perchè frullo tutto così bene che la consistenza diventa proprio vellutata-, si può definire tale solamente quella preparazione di 2-3 verdure cotte e frullate, addizionate con panna o tuorli per legare e insaporire.

Celebre è la vellutata porri e patate -vichyssoise nella versione fredda-, in generale se unite patate e un’altra verdura potete andare tranquilli sul nome, ma la presenza di questo tubero non è prerogativa esclusiva.

Gustate qualche esempio:

Vellutata di patate e cavolo verza

Vellutata di zucca e castagne

Vellutata di porri e patate alla Pollock

 

Zuppa

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La parola in sè dovrebbe richiamare alla vostra mente il verbo inzuppare, quel godurioso gesto che fate ogni mattina con biscotti e latte. In effetti, non è un’associazione errata se si considera che la zuppa è un piatto brodoso con verdure/pesce/carne e pane.

L’ideale è di mettere il pane -o la pasta- nel piatto e irrorarlo con il brodo e i suoi elementi, aspettare qualche minuto e gustarsi tutto. Il procedimento contrario, pane spezzetato nel brodo, non è tuttavia sbagliato! La cosa importante è che l’elemento principale, che sia pasta o pane, si inzuppi e sia messo in bocca intriso di brodo, acqua o quel che è.

Un esempio lampante è la Pappa al pomodoro, ma ho altri esempi per voi.

Royale bolognese o zuppa imperiale

Zuppetta o brodetto di mare

Zuppa di ceci e patate

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