Paella de Marisco: come la fa il papà

Vedete questo soggetto in foto?! 

Questo è il mio papà e oggi compie gli anni. Quanti? Non posso dirvelo o rischio di rimanere fuori di casa.

Però posso dirvi che la ricetta di oggi è dedicata a lui. In realtà è proprio sua, una delle ricette che lui ama cucinare e in cui io adoro affiancarlo.

Da qualche anno si è cimentato con questa preparazione e gli piace farla ‘a modo suo’. E sapete cosa vi dico? A noi piace la paella ‘a modo suo’! Perciò oggi la condivido con voi, così che possiate prepararla per e con i vostri famigliari. 

N.B.: potrebbe non essere uguale alla vostra ricetta o all’originale, è la sua versione e io non ci metto becco, in ogni caso vi riporto le differenze. 

 

Paella de Marisco ‘a modo suo’

paella de marisco

INGREDIENTI -per 4 persone-

320-350 g di riso 

Uno spicchio d’aglio

1/2 cipolla bionda, tritata

8 Pistilli di zafferano

1 L di brodo vegetale/di pesce -NO DADO, piuttosto usate l’acqua-

300 g di seppioline o moscardini

150 g di piselli freschi o congelati

500 g di cozze

10 mazzancolle

10 scampi

Paprika

 

Più, eventualmente:

300 g di calamari

2 peperoni 

300 g di taccole

 

PROCEDIMENTO

Come dicevo prima, questa versione potrebbe non coincidere con l’originale ma a noi piace così com’è. Vi riporterò qui nel procedimento, in corsivo, gli eventuali passaggi aggiuntivi previsti dalla ricetta tradizionale. 

Una cosa è certa: vi serve la paellera, altrimenti potete solo fare un risotto ai frutti di mare. 

Come prima cosa si fanno tostare i moscardini o seppioline: un filo d’olio, uno spicchio d’aglio in camicia e la cipolla bionda tritata. 

Dopo circa 2 minuti si aggiunge il riso e si fa tostare anch’esso.

Mescolando di frequente si tosta il riso al punto giusto, poi si aggiunge il brodo scelto fino a coprire riso e seppioline. Si aggiunge anche qualche pistillo di zafferano per cominciare a colorare la paella, ma senza esagerare. 

Un pizzico di sale e si continua con la cottura per circa 5 minuti.

Qui potete aggiungere le taccole e i peperoni tagliati a pezzi più o meno regolari.

Dopo averle private del bisso e grattato le conchiglie per eliminare le impurità, si uniscono le cozze. 

C’è chi le apre separatamente con aglio, prezzemolo e vino, ma non è per forza la versione giusta. La cosa migliore è aprirle direttamente col riso, così che rilascino tutto il loro aroma e cuociano lentamente. 

Inoltre, potete aggiungere i calamari tagliati ad anelli.

A questo punto si uniscono anche gli scampi, interi ma con il carapace inciso -con le forbici- sulla pancia e i piselli. 

Altro brodo a coprire e si continua per altri 5 minuti.

Infine, si aggiungono le mazzancolle private del carapace, qualche pistillo di zafferano e un pizzico di paprika. 

La paella non deve avere la consistenza di un risotto, più che altro deve essere consistente ma non asciutta e ben bilanciata tra riso e altri ingredienti.

Un sottopentola in tavola, un cucchiaio da servizio e tanti piatti attorno. Ecco quel che serve sulla tavola. La paella è condivisione, impiattarla per ciascun commensale ne toglierebbe il senso.

Ah, dimenticavo, un bel bicchiere di Sangria o di vino rosso accanto è l’ideale 😉

 

Siccome so che adorerete questa ricetta, ho intenzione di chiedere al Papà di comparire più spesso sul blog. Abbiamo la rubrica sulle ricette della Nonna, del Nonno, sui drink della Mamma, manca giusto il tocco del Papà.

Nel frattempo che la creo, date un’occhiata al ricettario e se vi piace la cucina internazionale guardate questa sezione. Troverete la ricetta di un’altra tipica paella, quella alla valenciana. Dovete provarla!

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